Dieci convinzioni di investimento per il 2026

Michael Strobaek - Global CIO Private Bank
Michael Strobaek
Global CIO Private Bank
Dr. Nannette Hechler-Fayd’herbe - Head of Investment Strategy, Sustainability and Research, CIO EMEA
Dr. Nannette Hechler-Fayd’herbe
Head of Investment Strategy, Sustainability and Research, CIO EMEA
Dr. Luca Bindelli - Head of Investment Strategy
Dr. Luca Bindelli
Head of Investment Strategy
Dieci convinzioni di investimento per il 2026

Le prospettive e le opportunità di investimento per il 2026 stanno cambiando dopo due anni di rendimenti straordinari dei mercati finanziari. Le valutazioni elevate impongono un attento bilanciamento tra rischio e rendimento, con enfasi sulla diversificazione. Le nostre convinzioni per il 2026 riflettono questo approccio, combinando temi di crescita strutturale e strategie mirate a potenziare la resilienza dei portafogli e a cogliere i rendimenti in un’economia globale in rapida evoluzione.

Ci aspettiamo che la crescita delle economie sviluppate rimanga al di sotto del proprio potenziale nel 2026. In questo scenario, le azioni di qualità dei mercati sviluppati con dividendi interessanti possono contribuire alla stabilità dei portafogli, grazie a cash flow e una volatilità inferiore rispetto al mercato azionario generale. La ripresa delle azioni di società a piccola e media capitalizzazione dovrebbe proseguire, sostenuta dalla crescita degli utili, da valutazioni interessanti e dai guadagni di produttività legati all’IA. Tra i titoli di Stato dei mercati sviluppati si distinguono i Gilt britannici, in un contesto di rallentamento dell’inflazione e di imminenti tagli dei tassi di interesse.

I mercati emergenti appaiono ben posizionati, sostenuti dalle politiche fiscali e monetarie accomodanti e da una crescente competizione globale per l’accesso a risorse e tecnologie. Gli attivi dei mercati emergenti dovrebbero beneficiare sia dell’espansione economica sia di trend di lungo periodo, tra cui urbanizzazione, automazione ed espansione del ceto medio. Le azioni dei mercati emergenti offrono una combinazione interessante di crescita degli utili e valutazioni ragionevoli, mentre le obbligazioni presentano rendimenti in dollari US, sostenuti da indicatori più solidi del debito pubblico e bilance dei pagamenti. I tagli dei tassi di interesse statunitensi dovrebbero infine fornire un impulso alle valute dei mercati emergenti.

I mercati emergenti appaiono ben posizionati in un contesto di competizione crescente per l’accesso a risorse e tecnologie

In Cina emergono due temi chiave: la tecnologia, che comprende cloud computing, IA, veicoli elettrici e semiconduttori, e la sostenibilità, area in cui l’economia cinese beneficia di una posizione di leadership nelle terre rare, nell’energia solare e nelle tecnologie di conservazione delle risorse idriche. Le valutazioni delle società tecnologiche rimangono interessanti rispetto a quelle delle omologhe globali e gli investimenti cinesi in capacità energetica sostengono l’ambizione di Pechino nel campo dell’IA.

Le obbligazioni convertibili possono offrire interessanti opportunità in un contesto di volatilità dei mercati e crescita economica contenuta, mentre gli investimenti immobiliari svizzeri ed europei risultano attrattivi per gli investitori in cerca di rendite stabili. Le materie prime, in particolare i materiali, beneficiano dei trend legati all’IA e elettrificazione, mentre l’oro è sostenuto dalla frammentazione geopolitica. Hedge fund e private equity possono ottimizzare la diversificazione dei portafogli, mentre sul fronte valutario, continuiamo a privilegiare uno yen giapponese sottovalutato e uno yuan cinese in progressivo rafforzamento.

1. Ripartenza dei mercati emergenti

Dopo anni di performance contenute, il 2026 si preannuncia promettente per gli attivi dei mercati emergenti. Le azioni emergenti presentano valutazioni interessanti e ci aspettiamo una crescita degli utili solida, intorno al 17%, sostenuta dall’accelerazione dell’espansione economica, urbanizzazione, automazione ed espansione del ceto medio, che alimenta i consumi. I mercati emergenti beneficiano anche della disponibilità di risorse critiche per la transizione energetica e, nel caso di India e Brasile, di una popolazione giovane. Le obbligazioni dei mercati emergenti offrono ottimi rendimenti, mentre gli indicatori del debito pubblico e la bilancia dei pagamenti appaiono più solidi che nei mercati sviluppati. Anche le valute dei mercati emergenti mostrano prospettive favorevoli, in particolare rispetto al dollaro US, e i tagli dei tassi di interesse statunitensi attesi nella seconda metà del 2026 dovrebbero fornire ulteriore sostegno a questa dinamica.

2. Cina: tecnologia e sostenibilità

Le azioni cinesi restano caratterizzati da una certa volatilità, ma i settori allineati alle priorità strategiche delle politiche governative offrono potenziale di sovraperformance. Per il 2026 individuiamo due temi principali: tecnologia e sostenibilità. Le aziende tecnologiche cinesi dispongono di competenze avanzate in ambiti quali cloud computing, IA, e-commerce, veicoli elettrici e semiconduttori, beneficiando di una solida crescita degli utili e di un’adozione delle tecnologie avanzate più rapida rispetto ai mercati sviluppati. La Cina sta colmando il divario tecnologico con gli Stati Uniti e continua a investire nella costruzione di nuova capacità energetica a sostegno delle sue ambizioni nel campo dell’IA. La leadership del paese nella sostenibilità beneficia del predominio nella raffinazione delle terre rare, nelle catene di approvvigionamento dei veicoli elettrici e nell’energia solare. La Cina sta compiendo progressi anche nella conservazione dell’acqua e nei sistemi digitalizzati di trattamento delle risorse idriche, rafforzando il proprio ruolo nella transizione energetica globale.

Le azioni cinesi restano caratterizzati da una certa volatilità, ma i settori allineati alle priorità strategiche delle politiche governative offrono potenziale di sovraperformance

3. Azioni di qualità dei mercati sviluppati che distribuiscono dividendi interessanti

Il reinvestimento dei dividendi è una delle strategie più affidabili per preservare e accrescere il valore dei portafogli azionari. Le società di qualità dei mercati sviluppati che distribuiscono dividendi possono offrire cash flow interessanti, una volatilità inferiore rispetto al mercato nel suo complesso e bilanci solidi. Queste aziende operano in settori quali finanza, energia, industria, sanità, beni di consumo primari, servizi di pubblica utilità e immobiliare, spesso accompagnando l’attività core con un’esposizione a tecnologie che promuovono la crescita dei dividendi e riducono i rischi specifici di settore. Le azioni di qualità che distribuiscono dividendi possono svolgere un ruolo di ancoraggio per i portafogli nelle fasi di maggiore volatilità, contribuendo al contempo a preservare la performance in periodi di incertezza e nell’attuale contesto di valutazioni elevate.

4. Ripresa delle small e mid cap dei mercati sviluppati

Le azioni a piccola e media capitalizzazione (small e mid cap) dei mercati sviluppati hanno registrano una ripresa nel secondo semestre 2025, sostenute dall’allentamento della politica monetaria, dal miglioramento delle revisioni degli utili e dalle spese in conto capitale. Guardando al 2026 riteniamo che il segmento possa continuare a sovraperformare, trainato dall’accelerazione della crescita degli utili e dalle valutazioni più interessanti rispetto alle large cap. Le small e mid cap dovrebbero inoltre beneficiare dei guadagni di produttività legati all’IA, dall’intensificarsi delle operazioni di fusione e acquisizione e da eventuali modifiche ai dazi all’importazione statunitensi. Storicamente questi titoli tendono a guidare i mercati nelle fasi di ripresa dei profitti e di tagli dei tassi di interesse. Il posizionamento degli investitori rimane contenuto e lascia spazio a ulteriori flussi in ingresso nel segmento.

Riteniamo che le small e mid cap continuino a sovraperformare, trainate dall’accelerazione della crescita degli utili e dalle valutazioni più interessanti rispetto alle large cap

5. Titoli di Stato dei mercati sviluppati ad alto rendimento: preferenza per i Gilt britannici

In un contesto in cui gli spread delle obbligazioni societarie (ovvero la quota rendimento offerta in eccesso rispetto alle obbligazioni sovrane) si collocano su livelli storicamente contenuti, alcuni titoli di Stato ad alto rendimento offrono opportunità di ritorni interessanti su base corretta per il rischio. Privilegiamo i Gilt britannici a 10 anni. Sebbene il rapporto debito/PIL del Regno Unito superi il 100%, a novembre è stata approvata una legge finanziaria sul consolidamento fiscale. L’aumento delle imposte dovrebbe ridurre il fabbisogno di rifinanziamento e il volume delle nuove emissioni di debito sovrano. Alla luce del marcato rallentamento dell’inflazione, ci aspettiamo che la Bank of England tagli i tassi di interesse di 100 punti base nel 2026, favorendo un calo dei rendimenti obbligazionari a lungo termine con prospettive positive per i rendimenti totali dei Gilt.

6. Obbligazioni convertibili

Le obbligazioni convertibili combinano le caratteristiche di un’obbligazione tradizionale con una call option sull’azione sottostante, offrendo la possibilità di convertire il debito in capitale in caso di apprezzamento significativo del prezzo del titolo. La componente obbligazionaria fornisce protezione contro i ribassi, mentre quella azionaria consente di partecipare ai rialzi dei mercati. Questo strumento tende ad esprimere il proprio potenziale in contesti di crescita economica moderata e volatilità dei mercati, grazie alla capacità di apportare diversificazione e di offrire una partecipazione maggiore ai rialzi rispetto ai ribassi. Le obbligazioni convertibili globali presentano un’esposizione significativa all’area Asia-Pacifico e a settori come servizi di pubblica utilità, immobiliare e materiali. L’attuale contesto di bassa volatilità ne accresce l’attrattiva all’interno di un portafoglio, poiché la call option incorporata si apprezza con il rialzo della volatilità. Nel corso del 2025, i tassi di default degli emittenti di obbligazioni convertibili sono diminuiti, beneficiando del sostegno fornito dal calo dei tassi di interesse. Ci aspettiamo che queste condizioni favorevoli proseguano anche nel 2026, in previsione di ulteriori tagli dei tassi negli Stati Uniti.

L’attuale contesto di bassa volatilità accresce l’attrattiva delle obbligazioni convertibili all’interno di un portafoglio

7. Titoli immobiliari svizzeri ed europei

Gli investimenti immobiliari svizzeri continuano a rappresentare una fonte interessante di rendimenti alternativi per gli investitori che hanno il franco come valuta di riferimento. Il rendimento distribuito dei fondi immobiliari svizzeri rispetto ai titoli di Stato svizzeri a 10 anni si attesta ai livelli più alti dal 2022 e offre un’alternativa migliore a tante obbligazioni societarie. Il differenziale tra i rendimenti immobiliari europei e i tassi di riferimento del mercato per i finanziamenti a cinque anni è significativo. In un contesto in cui la Banca centrale europea è chiamata ad abbassare i tassi di interesse, il settore immobiliare si configura come una fonte alternativa di reddito per gli investitori che hanno l’euro come valuta di riferimento.

8. Materie prime e azioni collegate

Le materie prime hanno assunto una rilevanza strategica crescente, poiché l’adozione dell’IA e la digitalizzazione stanno trainando la domanda di energia e infrastrutture. Questa trasformazione sostiene gli investimenti in energie rinnovabili ed elettrificazione e alimenta la domanda di rame, alluminio, terre rare e uranio, che sono componenti critici per i data center, i veicoli elettrici e il potenziamento delle reti elettriche. L’attrattiva dei metalli preziosi, in particolare dell’oro, aumenta in un contesto di maggiore frammentazione geopolitica e di progressiva diversificazione delle riserve delle banche centrali. La capacità di estrazione limitata sostiene la nostra aspettativa di un rialzo delle quotazioni dell’oro e la nostra preferenza per il settore dei materiali nel comparto azionario.

9. Hedge fund e private equity

Per rafforzare la diversificazione nel 2026 riteniamo opportuno mantenere un’esposizione agli hedge fund e al private equity. Le strategie hedge incentrate sulle operazioni societarie, come quelle event driven, e sulle anomalie di prezzo dei mercati azionari, come quelle relative value/arbitrage, possono generare rendimenti indipendentemente dalla direzione del mercato azionario complessivo. Il private equity può integrare queste posizioni. In questo segmento privilegiamo le strategie focalizzate sulle società di medie dimensioni con valutazioni ragionevoli e minore leva finanziaria rispetto ai buyout delle mega cap e che apportano miglioramenti operativi per creare valore. I co-investimenti e le operazioni sui mercati secondari del private equity possono offrire commissioni più contenute, una maggiore flessibilità e migliori cash flow con una tempistica più conveniente per gli investitori. Nel complesso, questi investimenti alternativi possono rappresentare fonti indipendenti di rendimento e resilienza nei periodi di volatilità dei mercati quotati, con l’obiettivo di rafforzare la diversificazione dei portafogli.

Per rafforzare la diversificazione nel 2026 gli investitori dovrebbero mantenere un’esposizione agli hedge fund e al private equity

10. Privilegiare le valute sottovalutate: yen giapponese, yuan cinese, corona svedese

Tra le principali valute dei mercati sviluppati, lo yen giapponese appare sottovalutato e nel 2026 la convergenza dei tassi di riferimento dovrebbe spingere al ribasso il dollaro USA rispetto allo yen. I tagli dei tassi di interesse della Federal Reserve e un ulteriore inasprimento monetario della Bank of Japan dovrebbero favorire il rimpatrio di capitali in Giappone. Inoltre, contribuiranno allo smobilizzo di posizioni sullo yen utilizzate per finanziare investimenti a più alto rendimento all’estero, poiché l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi riduce l’attrattiva delle obbligazioni straniere. Ci aspettiamo anche che la ripresa registrata nel 2025 dallo yuan cinese prosegua ulteriormente, sostenuta dalla resilienza delle esportazioni cinesi, dal surplus delle partite correnti e dal continuo processo di internazionalizzazione del commercio e degli investimenti, tutti fattori che rafforzano la bilancia dei pagamenti cinese e giustificano un ulteriore apprezzamento valutario. In Europa, la corona svedese appare notevolmente sottovalutata e ci aspettiamo un ulteriore recupero, sostenuto dal miglioramento della crescita ciclica, soprattutto nel mercato immobiliare svedese sensibile ai tassi, e dal rafforzamento delle prospettive di crescita della Germania. A sua volta, il settore svedese della difesa, ben sviluppato, dovrebbe beneficiare della crescente spesa globale per la difesa.

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